I piani di mobilità sostenibile per le aree di Agenda 21

8 luglio 2011
By Marco De Mitri

L’Agenda 21 è un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile, da realizzare su scala globale, nazionale e locale con il coinvolgimento più ampio possibile di tutti i portatori di interesse che operano su un determinato territorio. Consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull’ambiente. In questo contesto, grande importanza assumono gli interventi in materia di mobilità, realizzati dagli Enti che hanno sul territorio la competenza relativa agli ambiti correlati al trasporto di persone e merci. Nell’ambito dei progetti di Agenda21, rientrano quindi pienamente i piani per la mobilità sostenibile.

Cosa possono fare i Comuni per mettere in opera un piano per la mobilità coerente con gli obiettivi di Agenda21?

Occorre innanzitutto approcciarsi alla gestione ed al miglioramento della mobilità con una visione organica, attraverso un’analisi approfondita dell’offerta di trasporto pubblico e privato sul territorio e delle esigenze della popolazione residente, mettendo in atto un robusto coinvolgimento dei principali portatori di interesse dell’area oggetto di analisi. L’intero processo può essere suddiviso in più fasi. Vediamo la metodologia da seguire.

Fase 1 – Pianificazione della mobilità sostenibile

In questa fase occorre procedere ad una profonda ed accurata raccolta dei dati cartografici digitali disponibili nei sistemi informativi di competenza degli enti coinvolti (Comuni, Provincie, Regioni, ecc.). L’analisi del territorio, le elaborazioni sui dati raccolti e le rappresentazioni cartografiche relative agli interventi proposti possono così essere condotte avvalendosi di software GIS. La rappresentazione cartografica descritta accompagnerà la rappresentazione di tutte le fasi del processo: stato di fatto, infrastrutture esistenti e programmate, scenari di progetto e valutazioni correlate).

Si passa quindi alla progettazione del sistema di monitoraggio dell’avanzamento del progetto e degli effetti dell’attuazione del Piano, grazie anche alla definizione di specifici indicatori di natura ambientale e trasportistica da individuare con riferimento allo studio in esame, allo scopo di consentire una valida ed affidabile valutazione degli effetti conseguenti agli interventi previsti dai diversi scenari di progetto che verranno analizzati.

Fase 2 – Pianificazione della mobilità ciclo-pedonale

In questa fase occorre implementare seguenti passi:

  1. Analisi territoriale generica di territorio;
  2. Analisi dello stato di fatto della ciclopedonalità (tramite sopralluoghi con tracciatura GPS dei possibili itinerari e verifiche cartografiche delle tracciature con particolare evidenza delle connessioni/disconnessioni di rete);
  3. Valutazione delle potenzialità territoriali, sia in termini di piste protette che di integrazione con altre piste ciclabili.
  4. Redazione di un documento che evidenzi le criticità oggettive e le classifichi con criteri tecnico-economici.
  5. Classificazione gerarchica degli attrattori e redazione delle linee guida per la progettazione esecutiva.
  6. Individuazione degli strumenti di marketing e comunicazione per l’attività di promozione e sensibilizzazione all’uso della rete ciclo-pedonale;
  7. Mappatura e segnaletica come strumenti di divulgazione, collegamenti con reti ciclabili e/o percorsi “oltre-confine” di competenza.

Fase 3 – Pianificazione dei miglioramenti per il trasporto pubblico locale

In questa fase occorre effettuare un’analisi approfondita della domanda attuale e potenziale sull’area di interesse ed una strutturazione dell’analisi nelle tematiche descritte di seguito, alle quali corrispondono progettualità specifiche volte all’identificazione di soluzioni mirate. Per ogni tematica occorre descrivere il target di utenti, le metodologie utilizzate e gli strumenti di cui ci si intende avvalere per la raccolta e l’analisi dei dati. Gli output e il piano di interventi saranno coadiuvati da una dettagliata rappresentazione cartografica e da indicatori quantitativi di sintesi.

Analisi degli spostamenti sistematici casa-lavoro e casa-scuola. TARGET: lavoratori e studenti.

  • Identificazione delle aziende (pubbliche e private) e dei poli industriali e produttivi del territorio caratterizzate dai maggiori flussi di mobilità (con il coinvolgimento di associazioni di categoria, comitati di pendolari e direzioni scolastiche).
  • Creazione di mailing list e distribuzione di un questionario di indagine in modalità on-line diretto ai referenti degli enti identificati, allo scopo di “mapparne” le esigenze di mobilità e la propensione a servizi alternativi al mezzo privato.
  • Recepimento dei Piani Spostamento Casa-Lavoro e Casa-Scuola eventualmente redatti dagli Enti Locali coinvolti.
  • Acquisizione dei dati di flusso veicolare (eventualmente disponibili) in corrispondenza dei poli attrattori identificati nell’analisi precedente. Recepimento Piani del traffico e studi della mobilità eventualmente disponibili con riferimento al territorio in esame.
  • Analisi dei dati a disposizione e categorizzazione delle esigenze di mobilità emerse. Incrocio dei dati con le infrastrutture di trasporto esistenti. Redazione proposte di miglioramento del trasporto pubblico.

Analisi dello spostamento non sistematico (fasce di morbida). TARGET: pensionati e non provvisti di mezzo di trasporto.

  • Identificazione dei poli attrattori di mobilità in fasce orarie di morbida (es. aree mercatali, ambulatori, centri commerciali).
  • Creazione di mailing list e distribuzione di un questionario di indagine (veicolato in modalità web) verso i referenti degli enti identificati al punto 1, allo scopo di mapparne le esigenze di mobilità.
  • Richiesta ai vettori del trasporto pubblico dei dati di carico delle linee del TPL che servono i poli identificati al punto 1.
  • Analisi dei dati a disposizione e categorizzazione delle esigenze di mobilità emerse, incrocio dei dati con le infrastrutture di trasporto esistenti e redazione proposte di miglioramento del trasporto pubblico.

Analisi dello spostamento di tipo turistico. TARGET: visitatori delle principali attrazioni turistiche del territorio.

  • Identificazione dei siti principali di interesse turistico del territorio (a tal fine occorre coinvolgere gli enti pubblici e di promozione turistica del territorio in un incontro dedicato di presentazione del progetto).
  • Redazione di un questionario rivolto ai visitatori dei siti identificati al punto 1, da veicolare in modalità cartacea presso gli ingressi dei siti oppure tramite rilevazione in corrispondenza di punti di interscambio turistici, a mezzo di operatori in diverse giornate in diversi periodi di afflusso (weekend nel periodo primaverile ed estivo). Verranno rilevate informazioni di provenienza, mezzo di trasporto utilizzato, conoscenza del TPL esistente e motivo della scelta modale effettuata.
  • Richiesta ai vettori del trasporto pubblico dei dati di carico delle linee del TPL che servono i poli identificati al punto 1.
  • Analisi dei dati raccolti e categorizzazione delle esigenze di mobilità emerse. Incrocio dei dati con le infrastrutture di trasporto esistenti. Redazione proposte di miglioramento del TPL.

Analisi dello spostamento serale e notturno durante i fine settimana. TARGET: prevalentemente giovani

L’analisi di questo tipologia di domanda di mobilità ha un duplice obiettivo di sostenibilità ambientale degli spostamenti e di sicurezza stradale in considerazione dell’alta rischiosità di comportamenti non idonei alla guida in assenza di mezzi alternativi all’utilizzo del mezzo privato durante i fine settimana. La metodologia è la seguente:

  • Identificazione dei locali notturni più attrattivi con l’aiuto delle associazioni di categoria (Associazione locali notturni).
  • Identificazione dei flussi di mobilità che insistono sui locali identificati attraverso interviste ai titolari dei locali stessi.
  • Redazione proposte innovative di servizio di trasporto pubblico notturno a chiamata, in ottica di sostenibilità economica con reperimento di fondi dai locali notturni interessati all’iniziativa.

Fase 4 – Progettazione del sistema di Bus a chiamata

Il bus a chiamata è un servizio integrativo e/o sostitutivo del trasporto pubblico in condizioni di ridotta domanda di trasporto. Lo studio di fattibilità del servizio si può avvalere di benchmark di servizi già attivi sul territorio nazionale o esperienze paragonabili alla realtà territoriale oggetto di analisi.

Lo studio del modello di servizio può prevedere delle analisi di scenario, sulla base di indicatori di costi/benefici, rispetto alle seguenti modalità di erogazione dello stesso:

  • Linea fissa a prenotazione: percorsi e orari sono predeterminati, ma le corse vengono effettuate solo su prenotazione.
  • Linea fissa con deviazioni a chiamata sulle corse fisse programmate lungo una direttrice di una certa importanza.
  • Many to one: l’utenza prenotata viene prelevata presso le fermate della rete di servizio e la conduce nei tempi prefissati alla destinazione del servizio, tipicamente rappresentata da un polo attrattore di mobilità (es. centro commerciale)
  • Many to many: non ci sono vincoli di percorso ed orario, il servizio è determinato sulla base delle richieste degli utenti.

Sulla base del mix di modello di servizio identificato verranno definiti i requisiti della piattaforma software di prenotazione.

Fase 5 – Progettazione di un servizio di car-pooling

L’approccio che si può seguire prevede uno studio di fattibilità che tenga in considerazione due categorie di utenza: gli utenti sistematici (lavoratori e studenti) e gli utenti non sistematici, che chiedono/offrono un passaggio occasionalmente. Per quanto riguarda la prima categoria, essa si caratterizza per avere un unico punto di destinazione (es. car pooling tra colleghi di una stessa azienda). Per essa, possono essere utilizzati i dati rilevati nelle indagini per effettuare delle stime sull’utilizzo del servizio e sulla riduzione dell’impatto ambientale in termini di risparmio di emissioni di CO2. Per ciò che concerne la categoria degli utenti occasionali, possono essere effettuate delle stime di utilizzo sulla base di esperienze analoghe a livello nazionale e territoriale.

La piattaforma software può essere studiata con caratteristiche volte alla comunicazione tra utenti tramite lo strumento: accessibilità tramite piattaforma web e attraverso dispositivi di telefonia mobile, integrazione con i social network più diffusi (Facebook, Twitter), messaggistica attraverso il portale con notifica via mail/sms. La piattaforma potrà essere la medesima del Bus a chiamata, in modo da poter dare un’offerta integrata di servizi attraverso lo stesso portale web. I meccanismi di incentivo possono essere studiati in base all’impatto potenziale sullo spostamento casa-lavoro sul territorio di riferimento e riguardare ad esempio la possibilità di avere un parcheggio riservato (es. sulle strisce blu) o agevolazioni sulle tariffe dei parcheggi a pagamento.

Fase 6 – Partecipazione

Il coinvolgimento dei portatori di interesse è un elemento fondamentale nella buona riuscita del progetto, in termini di raccolta dati, condivisione dell’approccio e degli obiettivi, creazione del consenso relativo alle soluzioni proposte e per facilitare il conseguimento dell’’efficacia delle azioni condivise. In tale fase occorre procedere all’organizzazione ed alla conduzione delle riunioni con i referenti degli Enti e con i soggetti identificati, con l’ausilio di materiale di presentazione e approfondimenti tecnici.

***

Metodologia sviluppata in collaborazione con Muoversi srl (www.muoversi.net)

Invitiamo i Comuni interessati all’implementazione della metodologia esposta a contattateci per informazioni ed approfondimenti in merito.

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